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Allevamento BullMastiff Puglia, Lecce
Al Central Park di New York c’è la statua dedicata ad un Siberian Husky: Balto, che in compagnia di altri Siberian Huskies nel 1925 riuscirono a trasportare il siero per 600 miglia sino a Nome dove una grave epidemia stava decimando la popolazione. Sotto la statua vi è una lapide che recita:

Basterebbero queste poche righe per riassumere quello che è un Siberian Husky, altre parole, aggettivi o avverbi potrebbero risultare superflui.
LA NOSTRA AVVENTURA CON I SIBERIAN HUSKIES
Il Siberian Husky è un cane che ho imparato a conoscere ed apprezzare fin dal lontano 1990 quando, affascinato da una foto che ritraeva un primo piano di Husky grigio con occhi azzurri: ne fui letteralmente stregato.
Avevo sempre posseduto dei cani, per lo più trovatelli, che avevano accompagnato la mia fanciullezza sino alla fine degli anni ottanta. Da poco avevo cominciato a lavorare e quando mi fu data la possibilità acquistai due Siberian Husky: Stelle a Nord Greysnow (Argo) e Artica. Da quel momento la mia vita è cambiata. Quei due cani, pur silenziosi, sapevano scrutarmi fin dentro l’anima cogliendo tutte le sfumature del mio carattere. Da parte mia, cominciai a capire il loro mondo, fatto di sguardi furbetti pronti sempre a metterti alla prova, a valutarti, a capire se fossi stato degno di essere il loro capobranco. Ad Argo mi legherà una amicizia incredibile che ci accompagnerà sino al 2002 quando per problemi cardiaci, dopo aver tentato il tutto per tutto, fui costretto a sopprimerlo. In quella clinica volli essere io ad iniettare il liquido che avrebbe posto fine alle sue sofferenze. Era qualcosa che gli dovevo era l’ultimo gesto di amicizia che potevo rendere ad un incredibile amico.
In questi 16 anni ho avuto modo di approfondire le conoscenze di questa fantastica razza con tutte le sue sfumature. Testardo, furbo, intelligente mai succube del padrone ma con lui parte integrante del branco.
Nel primo periodo (1990-1998) ho frequentato tutte le esposizioni d’Italia avendo nel mio piccolo allevamento soggetti di buon livello, ma fin da subito ho notato il loro innato desiderio di correre, un correre finalizzato al traino. Ho cominciato ad allenarli dapprima in dog-treking e successivamente in Bike-Dog e Kart-dog. Tra tutti i cani da show un cane che dimostrò fin da subito le sue ottime qualità di cane da slitta fu Atos. Con Argo, Red, Atos, Nevada ed il mio amico Vito Quaranta, frequentai la scuola di Ponte di Legno che, in una settimana, mi fece definitivamente comprendere il mondo fantastico dello sleddog.
Da quel momento mi allontanai dalle esposizioni cinofile dedicandomi esclusivamente alle corse con la slitta.
Il Parco Nazionale del Pollino era diventata la mia seconda casa. Ogni fina settimana non perdevo occasione per recarmi in quei luoghi fantastici in compagnia dei miei a quattro zampe percorrendo oltre 250 km per il solo gusto di vederli correre nel loro ambiente naturale.
Dopo alcune stagioni di approccio al mondo delle competizioni agonistiche con alterne fortune, mi fu data la possibilità di avere nel mio allevamento due veri fuoriclasse dello sleddog: Casch e Ciro.
Erano esteticamente diversi da quelli fin’ora allevati. Pelo bianco e corto con leve lunghe e muscolose. Dei veri atleti che fin da subito dimostrarono le loro capacità e che mi hanno letteralmente trasportato nel mondo agonistico dello Sleddog.
Concludo dicendo che il Siberian Husky è un cane particolare non sarà mai invadente vi rispetterà come pretende di essere rispettato e solo la coerenza del vostro essere riuscirà a conquistare la sua fiducia e la sua stima. Lui non vi considererà mai il padrone ma un capobranco ma questo ruolo dovrete conquistarvelo giorno per giorno. Se ciò avverra, avrete nel siberian un grande amico capace di smuovervi dalla apatia rendendovi un tutt’uno con la la natura che ci circonda facendoci riscoprire lo spirito selvaggio che ognuno di noi ha.


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